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ACQUISIZIONE AREE BOSCATE

Il Parco del Roccolo al fine di dare attuazione al proprio programma di gestione e pianificazione ambientale, ha intrapreso a partire dallo scorso 2001, una politica di acquisizione delle aree boscate di maggior pregio presenti sul territorio.
La volontà di garantire una corretta gestione forestale, che è condizione irrinunciabile per una garanzia di salvaguardia e conservazione del proprio territorio e in particolare delle aree boschive residuali; ha portato il Parco ad acquisire in proprietà tre delle quattro aree boscate di maggiore pregio ambientale presenti nel Roccolo:

- Dicembre 2004: acquisizione del Bosco di Arluno -- 53.950 mq

Ambito boschivo di deciso interesse naturalistico, dominato nella parte alta da grossi esemplari di querce autoctone sia di farnia che di rovere, con misure diametriche variabili dai 40-60 cm sino a giungere ai 90 cm.
Robinia pseudoacacia e Prunus serotina, rappresentano la componente forestale non autoctona.
L'assetto faunistico accanto a specie banali come talpa, piccione, tortora e arvicola; mostra specie tipiche degli ambienti boschivi: toporagno, saettone, picchio rosso maggiore, picchio verde, ghiro, gufo e allocco.

- Giugno 2006: acquisizione dei Boschi della Vallascia -- 93.960 mq

Ambito boschivo caratterizzato nella parte Nord prevalentemente dalla Quercus rubra (quercia rossa), con misure diametriche fino a 65 cm.
Fitti nuclei nella parte Sud dominati dalla Robinia pseudoacacia e localmente da Prunus serotina.
L'assetto faunistico grazie alla presenza degli esotici Prunus e quercia rossa, rappresentano forte attrazione per numerosi micro mammiferi e numerosi uccelli, potenzialmente anche il gufo e il picchio verde.

- Ottobre 2006: acquisizione del Bosco del Roccolo -- 32.600 mq

Situato a confine tra i comuni di Canegrate e Busto Garolfo, l'ambito boschivo da cui prende il nome il Parco, racchiude in sè valenze naturalistiche e cultural-storiche date dalla locale presenza di un vecchio 'roccolo' di cui oggi permangono i caratteristici filari di carpini bianchi.
La componente vegetazionale dell'area boscata è caratterizzata dal Ciliegio tardivo e dalla Robinia largamente dominanti, con circa il 95% degli esemplari arborei presenti, le specie autoctone di pregio sono la farnia, (circa 20 esemplari) e il Carpino bianco (circa 40 esemplari), presente in gran parte nel roccolo.
Ovunque la rinnovazione naturale di specie autoctone è assente, impedita dall’invadenza della robinia e del ciliegio tardivo.
La direzione del Parco del Roccolo ha dunque approntato un' intervento di rinaturalizzazione del Bosco, avente la finalità di ottenere una copertura vegetale 'nativa', dominata dalle querce che assumerebbe come tale notevole valenza ecologica e paesaggistica, comunque con significativa presenza di specie accessorie di pregio come frassino, tiglio e ciliegio, oltre alla componente arbustiva.
Per limitare l’impatto percettivo, l’intervento sarà diviso in N. 10 lotti d'intervento di dimensione ridotta da trattare in 3 anni successivi, tale articolazione sarà attuata in modo tale che i lavori avvengano
contemporaneamente su lotti non contigui e che i lotti siano il più possibile contermini a particelle non trattate,  in quanto esterne al lotto in oggetto, o facenti parte di settori non interessati dai lavori.

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L'Ufficio di Direzione del Parco del Roccolo informa che, in attesa di rinnovare il sito web del Parco, è stata creata la Pagina Facebook ufficiale: