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IL BOSCO

BoscoSe potessimo volare sopra il Parco del Roccolo noteremmo di certo l’importante presenza di boschi e siepi boscate che contornano i campi coltivati quasi a formare una rete fatta da alberi.Questi boschi, che attualmente coprono circa il 9% del Parco, non sono sostanzialmente cambiati per estensione da trecento anni a questa parte.

Sono invece cambiate le specie che li costituiscono: a partire dal XIX secolo le piante originarie della pianura padana (querce e carpini) sono state quasi completamente sostituite da alberi provenienti dall’America (robinia, ciliegio tardivo e querce rosse) e dall’Asia (Ailanto).

Nel parco si sono salvati da questa trasformazione operata dall’uomo solo i boschi di Arluno e della Brughierezza (tra Casorezzo e Busto Garolfo), dove le querce (rovere e farnia) sono ancora numerose e dove si possono ammirare il mughetto, il sigillo di Salomone e la pervinca, piante erbacee tipiche dei boschi originari della pianura padana.

I boschi sono il luogo ideale per la nidificazione, la sosta e il rifugio di moltissimi animali selvatici. Le specie più significative sono il saettone, il toporagno, il ghiro, l’arvicola rossastra, il gufo, l’allocco, lo sparviere e i picchi.

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